Rassegna stampa
Comunicato stampa: Concerto 2 giugno – Festa della Repubblica
by gianni on mag.31, 2011, under Concerti, Eventi, Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 9/2011
Per il 2 giugno, Festa della Repubblica, il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento è protagonista di un concerto serale all’Auditorium S. Chiara di Trento, alle ore 21.00. Con l’Orchestra sinfonica del Bonporti in un programma classico, di splendide pagine rossiniane rivisitate da Respighi, e con la Jazz Orchestra del Conservatorio, in un programma dedicato all’opera di Kenny Wheeler.
Il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento è protagonista, con le sue compagini orchestrali, del 2 giugno, Festa della Repubblica. In un concerto, organizzato dal Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, dal Comune di Trento e dallo stesso Conservatorio “Bonporti”. Gli importanti valori della festa, che richiamano il senso della democrazia e della partecipazione sociale e pubblica alla vita del Paese, si esprimono in un concerto che raccoglie i valori di eccellenza del Conservatorio di musica di Trento, raccolti in dittico, nell’espressione dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio e della Jazz Orchestra del Conservatorio.
L’Orchestra sinfonica del “Bonporti” è impegnata in un programma classico, con musiche rossininiane, originariamente per pianoforte, splendidamente rivisitate da Ottorino Respighi, per orchestra, in “La boutique fantasque”. Musica per un balletto, poi divenuta autonoma, nella forma di una suite orchestrale. Nell’opera il senso vivo del ritmo e delle danze si unisce a un gusto orchestrale finissimo, come sempre in Respighi, dotato di una capacità di costruzione del timbro in molteplici pieghe e sfumature. L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Bonporti” è diretta da Juliàn Lombana.
Respighi nel primo Novecento ha rappresentato figura di musicista europeo, formatosi anche alle scuole russa e tedesca della composizione e dell’orchestrazione. Nel contempo partecipe del movimento della Generazione dell’Ottanta, che in Italia ha ispirato un rinnovamento teso verso i valori di un linguaggio musicale attento e controllato, antiretorico. Non è stato fortemente radicale in questa presa di posizione, e infatti non ha reciso il contatto con la grande cultura teatrale e del melodramma italiano dell’Ottocento, che ha voluto invece conservare, dando luogo a originali e personali esiti anche nel campo dell’opera. E’ stato musicista di genio e talento, nel contempo prezioso nei suoi scandagli di finezze formali, musicali e di strumentazione.
La Jazz Orchestra del Bonporti è impegnata nella seconda parte del concerto sulle splendide musiche di Kenny Wheeler, musicista jazz tra i più innovativi e interessanti di oggi, che molto ha ideato, scritto, provato nel campo dell’orchestra e dell’arrangiamento jazz per larghi gruppi. Canadese, è a Londra che avvia un’attività importante, suonando con nomi di spicco, fra i quali Tubby Hayes e Ronnie Scott. Ben presto comunque si segnala come grande compositore e arrangiatore (per Maynard Ferguson fra gli altri), lanciando anche nuovi stili per la sua nuova nazione, come quella della free improvisation. Registra, dal 1971 al 1976, con il gruppo di Anthony Braxton e in seguito con un gruppo che rimarrà nella storia, l’Azimuth, insieme a John Taylor e Norma Winstone. Importante è anche la sua militanza nella band di Dave Holland (1983-1987) e nel gruppo drumless (senza-batteria) insieme a Bill Frisell, Dave Holland e Lee Konitz. Nel corso della sua carriera ha collaborato con grandissimi nomi del jazz. Il linguaggio di Wheeler, dal punto di vista armonico-improvvisativo, risulta moderno, estremamente nuovo rispetto alla tradizione degli standard jazzistici. La scrittura orchestale prende dei profili inediti e all’avanguardia, distaccandosi dagli stilemi tradizionali dell’arrangiamento per Big Band.
Wheeler negli anni ‘70 si propone come compositore che, tramite l’uso di moduli armonico-melodici intercambiabili, in qualche modo rinnova la prassi improvvisativa, tenendo insieme la liricità dei temi con strutture veramente innovative.
L’orchestra Jazz del Bonporti è coordinata da Roberto Cipelli e Daniele Carnevali, docenti nei corsi di jazz, per vari insegnamenti. Nel concerto due studenti sono anche il solista e il direttore dell’ensemble: Fabrizio Gaudino è tromba e flicorno solista, mentre Luca Poletti dirige la jazz orchestra in quest’appuntamento del 2 giugno.
Sono varie le compagini orchestrali attive al Conservatorio di Trento. L’Orchestra classica si declina nella forma dell’orchestra sinfonica e dell’orchestra da camera, a seconda dei repertori. E’ inoltre presente l’Orchestra Microkosmos, che raccoglie ragazzi e giovani studenti, iscritti ai primi corsi. C’è poi la Jazz Orchestra, mentre si dà l’esperienza anche di gruppi rock, come evidenzia l’esito della produzione di un disco, appena pubblicato dal Conservatorio “Bonpori”, con musiche originali, dal titolo “Cotopaxi”, eseguito da un ensemble rock del Conservatorio.
Il concerto del 2 giugno è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
……………………………………….
Info:
Concerto per il 2 giugno Festa della Repubblica
Commissariato per il Governo della Provincia di Trento
Comune di Trento
Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento
Orchestra sinfonica del Conservatorio di musica di Trento
Dirige Juliàn Lombana
Jazz Orchestra del Conservatorio di musica di Trento
Coordinata da Roberto Capelli e Daniele Carnevali
Tromba e flicorno solista Fabrizio Gaudino
Dirige Luca Poletti
GIOVEDI’ 2 GIUGNO 2011
AUDITORIUM S. CHIARA TRENTO (v. S. Croce 67)
ORE 21.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti
INFORMAZIONI
Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento
V. S. Maria Maddalena 1
Tel. 0461 261673
Ufficio Comunicazioni
ufficio.comunicazioni@conservatorio.tn.it
Comunicato Stampa n.7: Premio Nazionale delle arti: Sezione Musiche Pop Rock Originali
by gianni on mag.12, 2011, under Manifestazioni, Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 7/2011
Il Conservatorio di musica di Trento organizza la sezione Musiche pop-rock originali del Premio Nazionale delle Arti, che mette a confronto le eccellenze di Conservatori e Accademie. Domenica 15 alle ore 20.30, all’Auditorium S. Chiara, il concerto conclusivo dei finalisti, provenienti dai Conservatori di Trento, Firenze, Brescia. Nella commissione per il Premio e ospite speciale nella serata finale, Eugenio Finardi. Insieme con figure, per la commissione, di grandissimo prestigio, tra i più importanti compositori, musicisti, produttori discografici nel panorama odierno della musica applicata: Vittorio Cosma, Roberto Vernetti, Paolo Costa.
Alle 18.00, sempre all’Auditorium S. Chiara, una tavola rotonda, sui mestieri nuovi delle musiche applicate e sulle dinamiche della formazione musicale in funzione di questi: con Finardi, gli altri componenti della commissione, Giorgio Bruno Civello, Emilio Galante, Roberto Cipelli.
Un Premio rivolto agli studenti delle Istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica in Italia (Conservatori di musica, Accademie di Belle Arti, Accademie nazionali di arte drammatica e di danza, Istituti superiori per le industrie artistiche), che, in sezioni specifiche, mette a confronto le eccellenze che emergono da tali istituzioni.
E’ il Premio nazionale delle arti, voluto dalla Direzione generale Alta formazione artistica musicale e coreutica del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, che realizza il Concorso secondo una fortunata formula, per cui esso ha svolgimento in senso diffuso sul territorio nazionale, nell’arco di numerosi mesi, organizzato in forme decentrate da Conservatori e Accademie, affidatari del compito di organizzare le varie sezioni.
Per la musica. si va dalle sezioni dell’Interpretazione musicale, secondo distinzioni di strumento o di famiglie strumentali, a quelle della Composizione, del Jazz, della Musica elettronica. E da quest’anno anche alla sezione delle musiche pop-rock. Che si tiene a Trento, organizzata dal Conservatorio “Bonporti”.
Il Conservatorio di musica di Trento ha sempre dimostrato grande attenzione ai nuovi linguaggi musicali, intesi in senso estremamente aperto, dalle ricerche sperimentali e avanzate dei linguaggi musicali, all’elettronica, all’improvvisazione, al jazz, portando un’attenzione forte anche ai linguaggi rock.
Per il Premio Nazionale delle Arti, negli anni recenti, il Conservatorio di Trento ha organizzato varie sezioni importanti, come quella della musica elettronica nel 2009, e poi quella della composizione per il 2010. Un itinerario coerente, per cui lo spazio delle ricerche nuove sui linguaggi musicali, nel senso della creazione originale, viene sondato da diverse prospettive, secondo una molteplicità variata di esperienze. Che devono stare in contatto e intrecciarsi. Infatti, nell’apertura degli ambiti, quando si dia la cifra comune costitutiva di un’intenzionalità fortemente creativa, si realizza una possibilità forte di animazione dei contesti e quindi di costruzione di nuove possibilità.
Per il 2011 il Conservatorio di Trento ha assunto il compito di organizzare una sezione ancora inedita per il Premio nazionale delle arti, che si apre con quest’anno, quella dedicata alle musiche pop-rock. Lo fa concentrando attenzione sulla seguente tematica: COMPOSIZIONE, ARRANGIAMENTO ED ESECUZIONE DI UN BRANO ORIGINALE CANTATO E/O STRUMENTALE, rispetto a cui si confrontano band composte da studenti di Conservatorio, provenienti da tutta Italia.
Gli studenti hanno lavorato intorno al tema proposto, con propri lavori originali, presentando i loro materiali.
La fase finale si svolge in rapporto a cinque candidature. Questa fase conclusiva si svolge dal 13 al 15 maggio 2011 a Trento, attraverso prove preparatorie, quindi come performance davanti a pubblico. Durante il periodo vengono infatti realizzate le prove per l’esecuzione finale, seguite e valutate dalla Commissione. In questo contesto la Commissione potrà operare attivamente, introducendo elementi di analisi, commenti e suggerimenti rivolti ai candidati. Si realizza così un vero e proprio workshop per i musicisti e i gruppi impegnati nel concorso, per cui nell’avanzare verso la realizzazione del concerto finale, entrano in contatto con grandi professionisti del settore, e anche per questo rapporto fanno le loro scelte, trovano soluzioni, che potranno poi esprimersi sul palco.
La Commissione è di grande e assoluto prestigio. Figure di primario livello nei campi della produzione musicale per il pop, il rock, per la musica da film e per la pubblicità. E’ presente nella Commissione, e anche come ospite speciale e d’onore nella serata conclusiva del premio, il grande Eugenio Finardi. Che ha attraversato da protagonista la storia della musica leggera in Italia, indicando la via di un percorso creativo di grande apertura e di ricerca. Mai fermo su posizioni acquisite, sempre pronto a mettersi in discussione. In questo senso è stato elemento di grande innovazione. Apertura internazionale, senso della ricerca, senso alto della professionalità musicale, che corrisponde a pratiche di altissima qualità, anche nel campo della produzione musicale per il grande pubblico, sono i tratti distintivi del suo percorso creativo e artistico.
Sarà presente nella commissione Vittorio Cosma, musicista tra i più ricercati nei campi della canzone, come della musica per la pubblicità, la televisione, il cinema. Ha prodotto dischi con i più grandi cantanti della musica leggera. Direttore dell’Orchestra al festival di Sanremo. Nei campi della pubblicità, ha composto le musiche per spot di grande successo. E’ inoltre ideatore di progetti complessi di produzione musicale indipendente e avanzata, nell’unione di musica, sperimentazioni video e narrative. Come Indeependance, che è progetto di circa due anni fa, che fu realizzato anche nella collaborazione con il Conservatorio di Trento, all’Alcatraz di Milano. In quel caso c’era in campo per una produzione immaginifica di immagini, suoni rock e classici, l’Orchestra degli studenti del Conservatorio di musica di Trento.
In commissione per il premio troviamo Roberto Vernetti, anch’egli musicista e produttore discografico tra i più versatili e famosi nel campo della musica leggera. Recentemente è stato impegnato come vocal-coach nell’ambito della fortunata e significativa trasmissione televisiva X-Factor.
E troviamo Paolo Costa, bassista che ha suonato nei contesti più importanti della musica leggera, con Baglioni, Fiorella Mannoia, Battiato, per dire solo di alcuni degli artisti con cui ha lavorato.
I gruppi e i musicisti studenti di Conservatorio che partecipano alla fase finale del Concorso Premio nazionale delle arti, per la sezione musiche pop-rock orginali, vengono dai Conservatori di Trento, Brescia, Firenze.
Il concerto finale si tiene domenica 15 maggio all’Auditorium S. Chiara, alle ore 20.30. Con i compositori e i musicisti che partecipano al Premio, che tengono la performance, presentando i loro lavori.
Partecipano il pianista Paolo Cognetti, dal Conservatorio di Firenze, con Rinascita, brano nelle dimensioni sospese che sono care ad autori che puntano a sonorità larghe e spaziate, minimaliste, come accade, ad esempio, nella musica di Ludovico Einaudi.
Alessandro Augusto Fusaro, del Conservatorio di Trento, ha composto Se resti qui, brano di genere elctro pop nello spirito di gruppi come Depeche Mode, Liquido, Kraftwerk. Con una band del Conservatorio di Trento: Fusaro (tastiere e voce) Sebastiano Bombana (batteria), Enrico Baggio (chitarra), Christian Kofler), Alessandro bussolo (basso).
Andrea Lorusso, anch’egli studente del “Bonporti”, propone un brano arrangiato in dimensione strumentale contenuta, cameristica, e in stile cantautoriale, con voce chitarra e violoncello. Interpreti sono Lorusso (voce e chitarra), Chiara Acler (violoncello), studenti del Conservatorio di Trento.
Riccardo Arrigoni, giovane pianista del Conservatorio di Brescia, è autore di una canzone, che propone per il Concorso, coltivata nel senso di un’espressività fiduciosa e aperta.
Katja Marun, proveniente dal Conservatorio di Trento, è autrice di Is ther time, una composizione che vuole esortare l’ascoltatore a rendersi attento al mondo che ci circonda, abbandonando il tempo frenetico della produzione continua. Richiamo ai valori semplici ma profondi dell’amore, della gioia, dei sogni. Il gruppo di musicisti interpreti viene dal Conservatorio “Bonporti”. Sono Marun (voce), Martina dall’Ara (voce), Sebastiano Bombana (batteria), Nicola Bertolini (basso), Stefano Giordani (chitarra), Damiano Adrian Zenatti (pianoforte).
Prima del Concerto, si tiene una tavola rotonda, sempre all’Auditorium S. Chiara, alle ore 18.00. Partecipano alla tavola rotonda Eugenio Finardi, Vittorio Cosma, Roberto Vernetti, Paolo Costa. Dialogando insieme con Giorgio Bruno Civello, Direttore Generale dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. E’ figura chiave, che sta guidando il processo di riforma che riguarda Accademie e Conservatori in questi ultimi anni. Per cui queste istituzioni, assumono le regole dell’alta formazione, elaborando un’offerta formativa di tipo accademico, improntata nei criteri dell’alta formazione in Europa, e nel contempo trovano la declinazione di una strada che conserva il senso di una tradizione importante, dove vale molto il lavoro continuo di intreccio tra didattica e produzione musicale, tra didattica e ricerca, e la stessa didattica si declina molto nel senso laboratoriale, di un sapere che si impregna di prassi artistiche. Insieme, nella tavola rotonda, due docenti del Bonporti: Emilio Galante, importante flautista, ma anche musicista di frontiera, che intreccia con sue composizioni e come interprete, i linguaggi della ricerca sperimentale, con le espressioni avanzate del jazz e del pop; e Roberto Cipelli, grande jazzista, pianista, tra i più importanti a livello internazionale, che insegna il jazz al Bonporti.
Discutono del mestiere musicale, che assume forme specifiche nel campo della produzione musicale applicata, ma richiede una competenza estremamente affinata, coltivata anche nel senso del rapporto con la tradizione, e dell’apertura verso altri mondi dell’espressione e della comunicazione musicale. Scrivere una canzone, scrivere un modulo musicale per la pubblicità, scrivere una colonna sonora, richiede la conoscenza approfondita di approcci professionali complessi, difficili, che bisogna apprendere nei termini di un mestiere molto articolato. Nel contempo c’è bisogno di creatività, in un mondo che se è molto condizionato dalle regole della produzione di livello commerciale e industriale, ha sempre bisogno dell’idea che funziona, del tratto geniale dell’invenzione, dell’innovazione e del rinnovamento delle mentalità.
Il Conservatorio di Trento è molto attento a questi temi, dei nuovi linguaggi musicali, degli apporti delle tecnologie, della produzione di competenze che sappiano essere duttili nei confronti di un mondo che cambia velocemente i propri connotati e si trasforma, del rapporto con i profili professionali nuovi che vengono a definirsi per la musica.
E’ Conservatorio apripista per gli studi accademici dedicati alla popular music, questo frastagliato mondo dove si incrocia l’interesse per l’evoluzione dei linguaggi rock, e quanto si produce nei campi della musica applicata, per le immagini televisive e cinematografiche, per il video, per la pubblicità, e così via. Il Conservatorio di Trento possiede corsi accademici per la popular music, molto frequentati, e con impegno estremamente attento, attivo e proficuo, sul primo e sul secondo livello accademico. Per strutturare e coltivare quest’offerta formativa si serve di alcune forze docenti interne, ma molto anche di docenti che riprende dal mondo concreto professionale delle arti e dei mestieri della popular music. Tutte presenze di grande prestigio e riconosciute in quest’ambito del lavoro artistico, che consentono di sviluppare un discorso formativo strutturato verso un fronte della produzione musicale che è stato sempre dinamico, ma anche assegnato, entro certe misure, a una definizione informale delle competenze. Si tratta di conservare questo stato delle dinamiche aperte e costantemente in costruzione dei mestieri e delle competenze. Ma insieme di innestare uno sguardo capace di sintesi, di introdurre gli elementi della costruzione per una formazione che deve prodursi nei termini di processi coordinati e correlati, in funzione di una cultura che ha anche certi tratti suoi specifici.
————-
Info: Premio nazionale delle Arti – Sezione musiche pop-rock originali (Trento 13 -14 -15 maggio)
Concerto conclusivo, fase finale del Concorso
Auditorium S. Chiara ore 20.30
Tavola rotonda Auditorium S. Chiara ore 18.00
CONSERVATORIO DI MUSICA F.A. BONPORTI DI TRENTO
Ministero dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca – Direzione generale per l’Alta formazione artistica musicale e coreutica
Provincia Autonoma di Trento
Informazioni:
Ufficio Comunicazioni Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento
ufficio.comunicazioni@conservatorio.tn.it
tel. 0461261673
www.conservatorio.tn.it
Comunicato stampa n.6: studentessa Flora Vedovelli – vincitrice Premio Nazionale delle Arti – sez. Arpa
by gianni on mag.10, 2011, under Premi e riconoscimenti, Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 6/2011
Il Premio Nazionale delle Arti si svolge in tutt’Italia organizzato da scelte istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale in Italia, Accademie di Belle Arti, Conservatori. Mette a confronto le eccellenze che si formano nel sistema dell’alta formazione in Italia, per le arti e la musica. A Monopoli quest’anno si è tenuto il Concorso per la sezione Arpa. E qui è emerso il valore, per le qualità tecniche, espressive, di colore sonoro nel rapporto con gli stili interpretativi, di Flora Vedovelli, ventiduenne arpista studentessa del Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, nell’ambito del Biennio superiore specialistico, corso di diploma accademico di secondo livello, in Arpa (indirizzo concertistico), nella guida di Roberta Alessandrini. Vedovelli ha vinto il premio, così valutata da una prestigiosa Commissione internazionale.
E’ una studentessa del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, del Biennio superiore specialistico in Arpa, la vincitrice del Premio Nazionale delle Arti, per la sezione Arpa.
Si chiama Flora Vedovelli, ventidue anni, ed è già arpista con una certa esperienza e riconoscimenti, nonostante la giovane età, con alle spalle affermazioni in concorsi e confronti condotti anche a livello internazionale. Studentessa del Conservatorio di musica di Trento per i numerosi anni di formazione sin qui sviluppati, si è formata alla Scuola di Arpa del Bonporti, guidata dalla professoressa Roberta Alessandrini, che al Conservatorio di Trento ha nel tempo fatto maturare una lunga schiera di studenti, che hanno raggiunto il livello accademico e specialistico degli studi.
Flora Vedovelli ha conseguito nel 2009, al Conservatorio “Bonporti”, il Diploma accademico di primo livello in Arpa, con il massimo dei voti e la lode. Attualmente è iscritta al II anno del Biennio superiore specialistico, corso accademico di secondo livello, in Arpa (nell’indirizzo concertistico), avendo, quale docente di riferimento, Roberta Alessandrini
Apprezzata già in varie occasioni per il suo bel suono e l’ottima tecnica, negli anni di studio si è distinta in alcuni concorsi di interpretazione musicale (Camaiore, Alice Bel Colle, Moncalieri, Rassegna Salvi), e si è classificata al secondo posto nel Concorso indetto dal Ministero per la formazione dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori. Ha fatto parte di alcune orchestre giovanili fra cui il Laboratorio di Pergine Spettacolo Aperto.
Il Premio Nazionale delle Arti si svolge ormai da diversi anni ed è stato voluto dalla Direzione Generale Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di aprire un confronto tra le eccellenze provenienti da Accademie di Belle Arti e di Conservatori, secondo specifiche e distinte sezioni in cui il Premio viene ad articolarsi. Per la sezione “Arpa, Chitarra, Mandolino” si è svolto quest’anno a Monopoli, organizzato dal Conservatorio della città pugliese, dal 27 al 29 aprile scorsi.
Una giuria internazionale, presieduta da Jukka Savijoki, chitarrista della Sibelius Academy di Helsinki, e composta inoltre dalle arpiste Gabriella Dall’ Olio, del Trinity College of Music di Londra, e Consuelo Giulianelli, del Conservatorio di Feldkirch, e inoltre dal chitarrista Frank Bungarten, proveniente dalla University of Music Drama and Media di Hannover, e dal mandolinista Leonardo Massa, dell’Accademia Mandolinistica Napoletana, ha valutato le prove di studenti, selezionati dalle istituzioni di provenienza, e così approdati alla fase finale del Concorso. E’ in un tale contesto che è emersa la qualità rappresentata da Flora Vedovelli, del Conservatorio di Trento, che ha perciò vinto il primo premio nella sezione Arpa. Dell’arpista trentina, all’unanimità sono state apprezzate, dalla commissione per il premio, le capacità tecniche e soprattutto il suono, accurato e raffinato, versatile negli stili interpretativi, applicati a un programma composito, che si è mosso dai repertori classici sino all’impressionismo francese: da Spohr – con la Fantasia in do min. op. 35 -, a Fauré – con Impromptu op. 86 -, a Caplet – con Divertissement à la française.
Flora Vedovelli ha poi tenuto il concerto finale, conclusivo del concorso, eseguendo, di Claude Debussy, Danses (Danse sacrée , Danse profane), insieme con l’Orchestra del Conservatorio di Monopoli diretta da Giovanni Pelliccia.
Comunicato stampa n.1: festival Mondi Corali
by gianni on feb.07, 2011, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 1/2011
Il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento è una fucina di laboratori e produzione musicale. Nasce con quest’anno un nuovo festival, che arricchisce il sistema dei Festival del Conservatorio. E’ dedicato alle letterature corali e riesce a integrare il contributo di numerosi cori ospiti, attivi sul territorio, secondo anche specifici interessi di repertorio. Accanto a questo, interventi di formazioni corali del Conservatorio. E soprattutto il rendersi attivi, nei laboratori di preparazione, negli stessi concerti, degli studenti dei corsi accademici per la composizione corale e per la direzione di coro. Si realizza un festival che è anche una vasta apertura di esperienza formativa e artistica, che coinvolge attivamente gli studenti, intorno a programmi attentamente tematizzati. Con questo progetto si realizza un incrocio decisamente proficuo, tra un’istituzione di alta formazione e il territorio. I rapporti si fanno fluidi e aperti, tra i mondi della formazione, della socialità, della cultura.
Ancora una volta il Conservatorio si rende attivo in prima persona, per esprimere il senso dell’importanza che la formazione e la cultura si diano in un senso attivo, dove lo studio, lo scavo della ricerca, l’intenzione rivolta alla produzione, alla realizzazione del fatto artistico e alla comunicazione, sono in una serie fortemente connessa. E questo ha un senso all’interno del contesto formativo, ma anche sul territorio, perché lo innerva di energie nuove e fattive.
Nasce un nuovo festival, nell’ambito del sistema dei festival del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento. Dedicato alle letterature corali, si svolgerà dall’8 febbraio sino al 24 maggio di quest’anno. Con diversi cori ospiti e formazioni corali dello stesso Conservatorio. Protagonisti gli studenti, soprattutto dei corsi accademici di Composizione e Direzione corale, di primo e secondo livello, che dirigeranno i gruppi corali, in programma ogni volta tematizzati.
La formula è molto interessante, in quanto mette in rapporto, rispetto a un tale progetto di produzione musicale e culturale, cori del Conservatorio e una serie di cori esterni, che sono stati scelti anche per gli orientamenti di repertorio che li connotano. Sono Cori tra i più riconosciuti e apprezzati, nel panorama della coralità trentina, che è così ricca di valori, capillarmente presente sul territorio, pregna di impegno e di capacità propositiva.
Si tesse quindi un rapporto che consente di realizzare una situazione di creativa pronuncia della formazione, laddove si ha il coinvolgimento attivo di studenti dei corsi accademici, impegnati sui linguaggi e le tecniche della coralità, dal punto di vista compositivo, come dell’interpretazione e della direzione corale, per la produzione dei concerti.
Antecedentemente alla realizzazione del concerto si tiene un workshop ogni volta, con i cori ospiti o con le formazioni corali del Conservatorio. In questa dimensione di laboratorio intensivo si mette a fuoco il concerto, che si realizza quindi nell’esperienza di studio preliminare, sempre necessaria, e poi in questa dimensione di impegno fortemente coinvolto, che porta alla fioritura finale del concerto.
Una formula ricca, che genera un rapporto dinamico tra Conservatorio e territorio, tra formazione e produzione d’arte. E’ quanto connota il nuovo festival, e più in generale riguarda l’intera attività di produzione musicale del Conservatorio, che appare sempre così caratterizzata, nel senso di una progettualità così pronunciata.
Gli studenti che si alterneranno alla direzione, tutti frequentanti corsi accademici per la Direzione del Coro, di primo o di secondo livello, al Conservatorio di musica di Trento, sono Chiara Biondani, Marina Rossi, Lucia Santi, Matteo Valbusa, Paolo Maccagnan, Renzo Moser, Federico Mozzi, Stefano Torboli, Giancarlo Comar.
Si parte martedì 8 febbraio, alle ore 20,45, all’Auditorium del Conservatorio, a Palazzo Consolati, (in Via S. Maria Maddalena 1 a Trento), con un concerto dal titolo “Il coro femminile nel Romanticismo tedesco”, coro ospite il Coro da camera del Trentino (direttore principale del gruppo Giancarlo Comar).
Alle letterature profane del Rinascimento (in particolare al tema del Carnevale e della festa) si rivolge il concerto del 2 marzo, dal titolo “Il Carnevale nel Cinquecento”, tenuto dal Coro della Scuola di Direzione di coro del Conservatorio “Bonporti”.
Si passa al ‘900 e alle letterature nuove, con il Coro Castelbarco di Avio (direttore principale della formazione Luigi Azzolini), per il concerto che si tiene il 24 marzo.
Mentre il 5 aprile è la volta un concerto monografico, dedicato a Da Victoria. Anche qui è interprete il Coro della Scuola di Direzione di coro del Conservatorio.
La musica sacra tra Rinascimento e Barocco è il tema del successivo concerto del 5 maggio, con la Corale città di Trento (formazione di cui è direttore principale Roberto Gianotti).
Mentre trascrizioni e rivisitazioni sono in programma, per il concerto conclusivo della rassegna, il 24 maggio, con il Coro del Liceo musicale Bonporti.
Comunicato stampa n.31: Inaugurazione a. a. – concerto con Paolo Fresu
by gianni on dic.16, 2010, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 31/2010
Un grande evento per celebrare l’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento. Giovedì 16 dicembre alle ore 20.15 al Teatro Sociale di Trento, concerto dell’Orchestra Jazz del Bonporti con Paolo Fresu solista a tromba e flicorno. E un programma ricchissimo di spunti. Tutto incentrato sulla musica di Kenny Wheeler, grande compositore e arrangiatore, che ha attraversato la storia del jazz, lasciando una traccia indelebile, con il suo linguaggio moderno e un suono assolutamente nuovo per l’orchestra. Peculiare la sua ricerca che sa coniugare innovazioni armonico-timbriche e certo senso della liricità, che investe l’invenzione musicale, il linguaggio orchestrale, l’improvvisazione. Nel segno di Wheeler si riunisce un’orchestra di giovani straordinari talenti, studenti dei corsi accademici del Conservatorio di musica di Trento, insieme con Paolo Fresu, altro grande protagonista del jazz internazionale. Fresu ha lavorato con Wheeler intorno ad alcuni progetti comuni. C’è una diversità di stile tra i due musicisti, ma anche la condivisione profonda che il linguaggio moderno, attraversato dalla volontà di ricerca, può coniugarsi con il senso melodico dell’improvvisare. Il concerto è un’occasione unica, importante per i cultori del jazz e per il pubblico. Per vedere quale contatto si produce tra le due menti creative, tra le due opere, nel concorso forte e decisivo di un’orchestra, come l’Orchestra Jazz del Bonporti, giovane e ricca di talenti, già dotata di un suo piglio forte, di un suo coagulo riconoscibile.
E’ un grande e importante evento quello che si terrà in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2010-11 del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”, giovedì 16 dicembre alle ore 20.15 al Teatro Sociale di Trento. Un concerto con l’Orchestra Jazz del Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento e Paolo Fresu solista alla tromba e al flicorno.
Di Paolo Fresu si conosce la grande versatilità d’artista, che lo propone nel campo del jazz come uno dei più importanti e riconosciuti musicisti della scena internazionale, impegnato anche in progetti sperimentali, all’intreccio di generi e linguaggi artistici diversi.
Una personalità piena e ricca, che intende cultura e arte come qualcosa in costante movimento, campi aperti all’esplorazione, all’incontro.
In questo quadro il contributo che porta per il concerto promosso dal Conservatorio, celebrativo dell’apertura dell’anno accademico, è significativo. Il Conservatorio di Trento si propone sempre più come un soggetto progettualmente forte in campo artistico e musicale. E’ luogo di alta e specialistica formazione, che declina questa funzione anche nel coinvolgimento forte, a rapporto, di docenti e studenti intorno a fronti rilevanti della ricerca e della produzione musicale. Sorgono così progetti culturali e artistici di rilievo e anche di respiro internazionale, nel concorso di molte menti, nell’idea comune che il Conservatorio è soprattutto una scuola della creatività.
Il concerto coinvolge l’Orchestra Jazz del Conservatorio con Paolo Fresu, intorno a un interessantissimo programma, che mette insieme opere di Kenny Wheeler, musicista jazz tra i più innovativi e interessanti di oggi, che molto ha ideato, scritto, provato nel campo dell’orchestra e dell’arrangiamento jazz per larghi gruppi.
Kenny Wheeler nasce nel 1930, in Canada, ma è presto attivo, dagli anni ’50, in Inghilterra. A Londra comincia a suonare con alcuni nomi di spicco, fra i quali Tubby Hayes e Ronnie Scott. Il primo disco in cui appare è Fall out del chitarrista Terry Smith. Ben presto comunque si segnala come grande compositore e arrangiatore (per Maynard Ferguson fra gli altri), lanciando anche nuovi stili per la sua nuova nazione, come quella della free improvisation, registrando, dal 1971 al 1976 con il gruppo di Anthony Braxton e in seguito con un gruppo che rimarrà nella storia, l’Azimuth, insieme a John Taylor e Norma Winstone. Importante è anche
la sua militanza nella band di Dave Holland (1983-1987) e nel gruppo drumless (senza-batteria) insieme a Bill Frisell, Dave Holland e Lee Konitz. Nel corso della sua carriera ha collaborato con grandissimi nomi del
jazz come: Paul Gonsalves, Dave Holland, John Taylor e Norma Winstone (negli Azimuth), Anthony Braxton, Lee Konitz, Keith Jarrett, Theo Jörgensmann Quartet, David Sylvian, Steve Coleman, Bob Brookmeyer, Paul Bley, Philly Joe Jones, Phil Woods,Kenny Clarke-Francy Boland Big Band, Claudio Fasoli, Friedrich Gulda, Ralph Towner, Pepper Adams e molti altri.
C’è una mirata scelta didattica e artistica nel programma che viene presentato. Gli studenti possono, attraverso i brani scritti e arrangiati da Wheeler, entrare in contatto con un linguaggio che dal punto di vista armonico-improvvisativo risulta moderno, estremamente nuovo rispetto alla tradizione degli standard jazzistici. La scrittura orchestrale prende dei profili inediti e all’avanguardia, distaccandosi dagli stilemi tradizionali dell’arrangiamento per Big Band
Wheeler negli anni ‘70 si propone come compositore che, tramite l’uso di moduli armonico-melodici intercambiabili, in qualche modo rinnova la prassi improvvisativa, approfondendo, peraltro, quello che l’italiano Franco D’Andrea – un grande protagonista del jazz d’oggi che è stato docente al Bonporti” – chiama il “modale stretto”, per cui viene a comporsi un linguaggio peculiare, che sa tenere insieme la liricità dei temi con strutture veramente innovative.
Il riferimento a Franco D’Andrea fa tornare in mente l’importante incontro e concerto che si tenne, con il grande compositore e docente del Bonporti, protagonista della prima cerimonia di inaugurazione d’anno accademico del Conservatorio di Trento nel 2006, sulla sua musica, che espose direttamente al pianoforte, e poi interloquendo con il pubblico; in questo senso un ciclo si compone nel rinvio da quel primo appuntamento a questo.
Con il loro concerto, gli studenti dei corsi accademici jazz del Conservatorio Bonporti, che animano la grande Orchestra jazz del Conservatorio, insieme con Paolo Fresu, ci mettono in contatto con le dinamiche più presenti e avvincenti della ricerca musicale jazz di oggi. Paolo Fresu (come anche Roberto Cipelli, attuale docente referente per i corsi accademici jazz al Bonporti) ha lavorato con Kenny Wheeler, partecipando anche a un lavoro discografico con lui.
Nel rapporto che viene a instaurarsi con il concerto di giovedì si genera un incontro significativo e affascinante, tra due figure che per alcuni versi sono anche diverse stilisticamente, ma in profondità condividono un profondo interesse per la melodicità nell’improvvisazione.
Questo è un punto vivo del concerto, che sarà ricco di grande fascino anche per questo, e che rende perciò il concerto particolarmente ricercato, un’occasione unica per i cultori del jazz.
L’Orchestra Jazz del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento si compone di studenti dei corsi accademici del Conservatorio e in qualche caso anche di ex studenti già diplomati.
E’ coordinata da Roberto Cipelli e Daniele Carnevali, docenti nei corsi di jazz, per vari insegnamenti, strumentali, di improvvisazione e tecniche compositive.
Sorta nel 2010, ha all’attivo già vari concerti. Progetta le proprie attività intorno a programmi che sono scelti anche per i valori di approfondimento culturale e artistico che implicano. In tal senso è uno spazio di laboratorio, dove la formazione si esercita nel vivo di un’esperienza che è insieme artistica e di ricerca.
Ogni anno l’orchestra si propone di approfondire un autore nuovo. Quest’anno è stato Wheeler. Con i prossimi appuntamenti di lavoro e studio, si tratterà di altri autori, magari facendo una storia “a ritroso” della musica jazz. Partire da un compositore così peculiare e contemporaneo come Wheeler sembra ideale per andare subito alla ricerca di una cifra stilistica coagulante in grado di dare al all’organico dell’orchestra una propria fisionomia coesa e distinguibile. Il concerto di giovedì mostrerà come questo sia assolutamente vero e raggiunto, per l’Orchestra, che raccoglie veri giovani talenti del jazz.
Il concerto è a ingresso libero. Bisogna, comunque, dotarsi di un biglietto d’ingresso. I biglietti sono disponibili in questi giorni, presso la Segreteria del Conservatorio di Trento (ore 10-13) o presso il Punto Info del Teatro Sociale (16-19). Presso lo stesso Punto Info saranno disponibili anche a partire da un’ora prima del Concerto.
L’Orchestra Jazz del Conservatorio di musica di Trento rappresenta una delle compagini orchestrali e per le musiche d’insieme che sono attive al Conservatorio di Trento. Infatti, il Conservatorio presenta diverse orchestre, un’Orchestra sinfonica, un’Orchestra da camera, l’Orchestra Microkosmos che si compone delle leve più giovani, diverse formazioni corali, una Band Rock dedicata a Frank Zappa, un gruppo per l’improvvisazione vocale e strumentale anche con elettronica, e, appunto, l’Orchestra Jazz.
Il settore del jazz è estremamente vivace presso il Conservatorio di Trento. Si anima della presenza di numerosi studenti che frequentano i corsi accademici di primo e di secondo livello. Di rilievo sono anche le figure di docenti che vi sono impegnate.
Per informazioni: Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, V. S. Maria Maddalena 1, 38122 Trento. www.conservatorio.tn.it; e.mail: ufficio.comunicazioni@conservatorio.tn.it; tel. 0461261673; fax 0461263888
Comunicato stampa n.30
by gianni on dic.13, 2010, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 30/2010
Si avvicina il momento del grande evento prossimo organizzato dal Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, il concerto con l’Orchestra Jazz del Conservatorio di Trento e Paolo Fresu solista alla tromba e al flicorno, che si terrà giovedì 16 dicembre al Teatro Sociale alle ore 20.15. Intanto diciamo di altre iniziative che il Conservatorio organizza nei prossimi giorni. Un intervento musicale al Duomo, mercoledì 15 dicembre alle ore 19.00, con composizioni di studenti del corso accademico specialistico di Composizione Liturgica, eseguite da un Coro del Conservatorio sotto la direzione di studenti del Biennio specialistico in Direzione di coro. Coordina il tutto Lorenzo Donati. Un’iniziativa pregna di valori culturali, che definisce un’operazione nuova, di composizione per la liturgia, che viene a realizzarsi concretamente nel contesto di una Messa al Duomo di Trento. Nello stesso giorno, la sera, alla Chiesa di S. Pietro, concerto dei Cori del Liceo musicale, diretti da Cecilia Vettorazzi e Lorenzo Donati. Il giorno successivo, al mattino, al Conservatorio, una masterclass nell’ambito delle iniziative seminariali organizzate dal Conservatorio. Si tratta di un seminario sull’improvvisazione musicale tenuto da Stefano Zorzanello.
Due giorni intensa per il Conservatorio di musica “Bonporti” 15 e 16 dicembre prossimi. Diciamo con questo comunicato di alcune iniziative che precedono l’exploit importante del 16 dicembre con il Concerto dell’Orchestra Jazz del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”, solista Paolo Fresu, la sera, al Teatro Sociale alle 20.15, concerto per l’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2010-11.
Con questo comunicato diciamo quindi di altre iniziative, organizzate dal Conservatorio, che si incrociano nei prossimi giorni.
Mercoledì 15 segnaliamo un concerto al Duomo, molto particolare e ricco di valori culturali e artistici. Al Duomo di Trento, nel contesto della prevista liturgia, alle ore 19.00, musiche originali composte da studenti del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”, del corso accademico di secondo livello di Composizione liturgica. Vengono eseguite da un coro di studenti del Bonporti, prevalentemente composto dagli allievi del Biennio di Direzione di coro, nonché dal Triennio di Musica corale e direzione di coro, oltre che da studenti di altri corsi, come Didattica della musica e Canto.
Coordina il docente referente di Direzione di Coro al Conservatorio di Trento, Lorenzo Donati. Le composizioni che saranno eseguite sono degli studenti Salvatore La Rosa e Matteo Balatti. Prima dell’inizio della celebrazione verrà distribuito un volantino con le parti che dovrebbero essere cantate dall’assemblea. L’iniziativa si svolge in collaborazione con l’Ufficio Diocesano di Musica Sacra, di cui è incaricato Mons. Alberto Carotta ed è addetto Paolo Delama.
Altra iniziativa, di seguito, alle ore 20.45, alla Chiesa di San Pietro a Trento, con un concerto dei Cori del Liceo Musicale, diretti da Cecilia Vettorazzi e da Lorenzo Donati, e con musiche del repertorio sacro polifonico.
Il giorno successivo, 16 dicembre, alle ore 11.00, si tiene, al Conservatorio, in aula masterclass, un seminario-stage, dedicato ai temi dell’improvvisazione, docente Stefano Zorzanello. Un Seminario che si realizza nel contesto delle attività a lato dei corsi accademici di flauto e di pop-rock del Conservatorio. Il seminario intende approfondire le questioni della creatività estemporanea, come si declina nei linguaggi musicali di vario genere e negli aspetti che la costituiscono come qualcosa di strutturale alla mente musicale.
Comunicato stampa n.27/2010 Convegno “Con la mente e con le mani”
by gianni on nov.19, 2010, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 27/2010
Il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento collabora a un’impotante iniziativa di studio e ricerca, ospitando due tavole rotonde, nell’ambito di un convegno internazionale promosso dall’Università di Pavia, in collaborazione, appunto, con Conservatorio di Trento, Associazione culturale Eccher di Smarano, Amici della musica di Albenga.
Il convegno è dedicato al tema dei rapporti, d’ordine creativo e formativo, che si tessono tra esperienza dell’improvvisazione musicale alla tastiera e linguaggio musicale contrappuntistico. Si indaga un taglio storico determinato, quello della musica del Rinascimento e del primo Seicento, per verificare proprio le forti implicazioni che vengono a generarsi, tra il fluido proporsi del musicista alla tastiera, anche in dimensione improvvisativa, e le regole, le metodologie proprie del contrappunto. Che quindi vengono a definizione in un contesto di viva pratica musicale. Al Conservatorio di musica di Trento, sabato 20 novembre, a partire dalle ore 10.00, alla sede di Palazzo Consolati a Trento (V. S. Maria Maddalena 1), si tengono due tavole rotonde, con importanti studiosi di livello internazionale e docenti del Bonporti, una sul tema del contrappunto, l’altra sul tema del basso continuo.
Il Conservatorio di musica di Trento collabora a un’importante iniziativa di studio e ricerca, che viene promossa dall’Università di Pavia, Dipartimento di Scienze Musicologie e Facoltà di Musicologia, in collaborazione con vari soggetti: Conservatorio di Trento, appunto, Associazione culturale C. Eccher di Smarano, Amici della musica di Albenga.
Si tratta di un Convegno internazionale di studi, che reca il titolo “Con la mente e con le mani, teaching and learning the art of counterpoint on the keyboard”. Il convegno è programmato dal 18 al 20 novembre. I primi due giorni si svolge a Smarano, alla sede dell’Associazione Eccher e della sua Accademia; il 20 invece si sposta a Trento alla sede del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”, a Palazzo Consolati, in V. S. Maria Maddalena 1.
Il convegno si interessa di verificare tutte le dinamiche creative e formative che possono generarsi nel rapporto tra improvvisazione alla tastiera e certe costruzioni di linguaggio che sono proprie del contrappunto.
Quest’ultimo è un metodo di gestione delle costruzioni musicali, che risponde a certi criteri, che tendono a contemperare in gestione coordinata e in funzione musicale, varie linearità. Si tratta proprio di graduare le soglie dell’indipendenza e dell’integrazione in tessuto unico.
E’, come si può comprendere, una modalità di elaborazione musicale piuttosto complessa. Storicamente la si ritrova variamente realizzata e declinata, a seconda delle linee di evoluzione storica dei linguaggi e delle ricerche artistiche.
Le regole costruttive della musica del Rinascimento e del primo Seicento sono presentate il più delle volte come trattazioni astratte, normative e vincolanti, elaborate dai teorici e messe in pratica dai musicisti. Man mano che la ricerca scientifica approfondisce l’argomento, la situazione appare ben diversa e più articolata. Accanto alla presenza di opere speculative e puramente teoriche, il canale privilegiato per l’apprendimento e la trasmissione del linguaggio musicale e delle sue regole si dimostra essere l’improvvisazione, cioè l’arte di combinare i suoni secondo un codice prefissato, ma estemporaneamente, senza passare dalla pagina scritta. Il convegno riunisce, per la prima volta sull’argomento specifico, alcuni fra gli studiosi che maggiormente si sono dedicati a queste tematiche, per tentare di ricostruire un metodo di trasmissione della conoscenza solo in parte decodificato. Esso richiede un’analisi di elementi fra loro anche molto diversi, come le opere teoriche, le raccolte di esempi, il repertorio, la prassi musicale, il contesto filosofico, e altro.
Uno degli scopi della conferenza è offrire uno spunto didattico, cioè contribuire a proporre un metodo per affrontare lo studio della musica e della teoria di quel periodo. Da qui il coinvolgimento attivo del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, con alcuni docenti che prenderanno parte alle tavole rotonde, organizzate nella giornata conclusiva di sabato 20 nella sede dell’istituto.
All’iniziativa partecipano studiosi di tutto il mondo, fra i quali ricordiamo Peter Schubert, della McGill
University di Montreal, uno dei maggiori esperti del contrappunto rinascimentale, Michael Dodds (North Carolina University), Edoardo Bellotti (Conservatorio di Trento), Therese de Goede (Conservatorio di Amsterdam), Nicola Cumer (Schola Cantorum di Basile), Armando Carideo (Istituto
Organo Storico, Roma). (Conservatorio di Amsterdam) e altri ancora.
Nella giornata conclusiva, al Conservatorio di Trento, a partire dalle ore 10.00, sin presumibilmente alle 14.00, sono previste due tavole rotonde: una sul contrappunto; una sul basso continuo. Partecipano Edoardo Bellotti, Nicola Cumer, Thérèse de Goede, Mara Galassi, Stefano Molardi, Pietro Prosser, Angela Romagnoli, Michele Chiaramida, Massimiliano Guido, Andreas Schiltknecht, Peter Schubert, Nicola Straffelini, Michael Dodds
Comunicato stampa n.25: manifestazione Suoni e poesia
by gianni on nov.12, 2010, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n.25/2010
Il Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, in collaborazione con la rivista di poesia Anterem di Verona, realizza un concerto di musiche nuove, in prima, su testi poetici, alcuni inediti. A Verona, domenica 14 novembre alle ore 11, alla Biblioteca Comunale in via Cappello 44. “Suoni e poesia” è il titolo di una ricerca artistica e di sperimentazione, che si realizza da diversi anni ormai, giunta alla quinta edizione, coinvolgendo compositori, interpreti, docenti e studenti del Conservatorio “Bonporti”, che anima il concerto, inserito in “Veronapoesiafestival”, tra gli eventi conclusivi di spicco.
Un progetto di sperimentazione creativa, che riguarda insieme la musica e la poesia, anima la manifestazione “Suoni e poesia”, giunta alla quinta edizione, che il Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento e Riva del Garda organizza, in collaborazione con la rivista di poesia Anterem di Verona. Si svolge tra Verona, Riva del Garda e Trento. Ora un primo appuntamento, a Verona, domenica 14 novembre, alla Biblioteca Comunale (V. Cappello 43), Spazio Nervi, alla ore 11.00.
Nella proposta di quest’anno, diverse composizioni di studenti compositori del “Bonporti”, che vengono rappresentate in prima esecuzione assoluta. Sono state scritte appositamente per il progetto, nel contesto dei corsi di Composizione del Bonporti per la cura di coordinamento dei prof.ri Massimo Priori, Nicola Straffelini, Leonardo Polato. Le composizioni trattano altrettanti testi poetici, alcuni inediti, plasmandoli nel coinvolgimento della voce, che si ritrova nella declinazione di canto o anche in quella della recitazione. Le musiche sono realizzate dagli interpreti Massimiliano Rizzoli, contrabbasso, Simonetta Bungaro, pianoforte, Giovanni Giannini, pianoforte, Augusto Faggioli, voce recitante maschile, Annalisa Filippi, voce recitante, Fabio Bonatti, tenore.
Gli autori delle composizioni sono Gabriele Bogo, Fabio Conti, Marcelo Burigo, Valentina Massetti, Raul Masu, Damiano Simoncelli, Alessandro Fusaro, Paolo Viola, Antonio Casagrande. Marco Banal, Nadia Carli, Antonio Casagrande, Laura Crescini, Andrea Gonella, Andrea Mattevi, Enrico Miaroma, Lucia Palaoro, Mauro Tonolli. Interessante l’idea di Massetti, Masu, Simoncelli, Fusaro, riuniti in un collettivo di composizione, che ha realizzato un’opera a più mani, fatta anche di strati di interventi e una combinatoria creativa che sarà da osservare nei risultati.
Le poesie, come le musiche, sono anch’esse, per lo più nuove, scelte dalla rivista Anterem, che organizza un festival di poesia a Verona – “Veronapoesiafestival” - e il noto premio “Lorenzo Montano”. Quest’anno il festival si svolge dal 6 al 14 novembre- Il concerto veronese rappresenta uno degli eventi conclusivi del festival. Alcune opere letterarie, recentemente premiate nel XXIV concorso di poesia “Lorenzo Montano” (2010) di Verona, sono state messe in musica dagli studenti compositori del Conservatorio. Accanto ad esse, poesie che sono state raccolte dalla rivista Anterem. Questi i nomi dei poeti messi in musica: Sergio Givone, Cristina Annino, Camillo Pennati, Erika Crosara, Alessandro Ghignoli, Marco Ercolani.
Il risultato complessivo è di una sperimentazione giovane, che si muove nelle articolazioni del rapporto tra musica e poesia, studiando molteplici possibilità. Le due arti si illuminano reciprocamente. Un’opera vocale è un attraversamento, un’esperienza singolare. Non uno stadio certo e solido, un’esperienza appunto. Ogni opera è sempre una ricerca. Mettere insieme due vocazioni alla sperimentazione, la poesia nuova, le musiche nuove, significa un’esplorazione forte, che nel concerto veronese, animato dal Conservatorio di musica F.A. Bonporti di Trento, potrà sollecitare, anche provocare il pubblico.
Comunicato stampa n.24: Festival Trento Musica Antica
by gianni on nov.11, 2010, under Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n.24/2010
Il Festival Trento Musica Antica presenta venerdì 12 novembre 2010 un concerto dedicato alla musica sacra medievale e rinascimentale della regione tridentina. Il concerto, che si tiene alla Badia di S. Lorenzo a Trento, a partire dalle ore 21, è integralmente realizzato da musicisti del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento impegnati sui repertori antichi. E’ coordinato dal Dipartimento di musica antica del Bonporti., ed è diretto da Roberto Gianotti, musicista versatile e di grandi e riconosciute qualità, noto operatore, particolarmente attivo, in regione, ma anche a livello nazionale e internazionale, nel campo delle iniziative dedicate alle letterature musicali antiche e storiche.
Vede l’intervento del Coro di voci bianche del Conservatorio condotto da Salvatore La Rosa, del Coro da camera del Dipartimenti di musica antica, del Gruppo di canto cristiano liturgico, di un gruppo d’insieme di flauti dolci guidato da Livia Caffagni, e inoltre Federico Recchia all’organo e Alberto Santi al fagotto.
Nell’ambito del Festival Trento Musica Antica 2010, venerdì 12 novembre 2010, alla Badia di San Lorenzo a Trento, alle ore 21.00, si tiene un importante appuntamento di concerto, dedicato alla musica sacra medievale e rinascimentale della regione tridentina. Il concerto è integralmente realizzato da musicisti del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”. Vi ritroviamo una serie di gruppi corali: il Coro di voci bianche delle Scuole Medie F.A. Bonporti” di Trento, composto di giovani studenti del Conservatorio, condotto da Salvatore La Rosa. Accanto al coro dei piccoli, il Coro da camera del Dipartimento di musica antica del Conservatorio Bonporti, composto dai soprani Letizia Grassi e Giulia Miscioscia, Sara Ricci, dai contralti Erika Bonadinam Ivonne Dandrea, Annalisa Filippi, dai tenori Fabio Bonatti, Salvatore La Rosa, Roberto Sette, dai bassi Federico Mozzi, Stefano Torboli, Claudio Vicentini, bassi. C’è poi il Gruppo di Canto cristiano liturgico. E, per gli strumenti, il Gruppo di flauto dolce della Scuola di flauto dolce del Bonporti, guidata da Livia Caffagni. Qui troviamo gli studenti musicisti Giovanni Salin (flauto dolce soprano), Elisabetta Fedrizzi (flauto dolce contralto), Paolo Chisté (flauto dolce tenore), Caterina Giannattasio (flauto dolce basso). All’organo è Federico Maria Recchia, al fagotto Alberto Santi, entrambi professori del Conservatorio. Il coro è diretto da Roberto Gianotti, infaticabile musicista, di grande versatilità, docente al Bonporti, coordinatore del Dipartimento di musica antica, e noto operatore, particolarmente attivo, in regione, ma anche a livello nazionale e internazionale, nel campo delle iniziative dedicate alle letterature musicali antiche e storiche.Il programma fa rivivere alcuni esempi significativi della musica sacra nel Tirolo meridionale tra XIV e XVI secolo. In questo viaggio nella tradizione cattolica della regione sono dunque presentati:
a) esempi di canto cristiano liturgico: la grande sequenza natalizia Letabundus (sec. XI) tratta da un codice trecentesco dimenticato di Castel Tirolo e i due canti per la festa di san Vigilio, patrono di Trento, Gaudio summo e Salve dies, tratti invece da un manoscritto proveniente dalla chiesa di San Vigilio di Predonico/Perdonig (nei pressi di Bolzano), ora a Norimberga;
b) due esempi di composizioni del più celebre autore fiammingo del Quattrocento: Guillaume Du Fay, derivati dalla raccolta dei sette codici musicali trentini del Quattrocento (la maggiore collezione di polifonia quattrocentesca esistente al mondo), oggi conservati nel Castello del Buonconsiglio e nell’Archivio diocesano Tridentino ed accessibili on-line gratuitamente dal portale www.trentinocultura.net grazie ad un recente progetto di digitalizzazione; il testo del primo esempio, Clerus istius venerandus urbis, è tratto dal codice Tr 89 (c. 199r) ed è in onore del principe-vescovo Johannes Hinderbach, probabilmente composto per il suo arrivo a Trento da Roma dopo la sua nomina ufficiale nel 1466;
c) due esempi di composizioni strumentali tratte dal codice 1947/4 della Biblioteca Comunale di Trento e destinate probabilmente ai musicisti della corte principesco-vescovile tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento;
d) due pezzi per organo (Magnificat e Salve Regina) costruiti con grande sapienza compositiva su cantus firmus liturgico e da alternare al canto piano, secondo la prassi corrente dell’epoca, tratti dal codice 1947/2 della Biblioteca Comunale di Trento: un manoscritto legato alla scuola del celebre organista austriaco Paul Hofhaimer (1459-1537);
e) un esempio tratto dalla Pfarrkircher Passion dei codici di Vipiteno, datata 1486; Silete un canto affidato a due angeli, che si trova in diversi testi drammatici e che ha una funzione teatrale ben precisa: serve ad attirare l’attenzione del pubblico durante i cambiamenti di scena o all’inizio del dramma;
f) esempi della grande maestria contrappuntistica di illustri compositori del Cinquecento le cui opere furono eseguite a Trento: il mottetto di Erasmo Lapicida per l’elezione di Bernardo Clesio a vescovo tridentino (costruito sapientemente attorno ad una melodia a valori lunghi derivata dalle vocali del motto celebrativo: Bernardus Clesius Episcopus Tridentinus dignus est), un Responsorio tratto dalle Preces a quattro voci di Jacobus de Kerle, eseguite a Trento tre volte alla settimana durante le funzioni del lungo Concilio, un mottetto di Giovanni Contino (maestro di cappella del vescovo Madruzzo ai tempi del Concilio) e infine un Lied di Antonio Scandello, musicista dapprima (1547-1549) impiegato nel gruppo di piffari del principe-vescovo Cristoforo Madruzzo, poi passato a servizio del duca Maurizio di Sassonia, che aveva fondato da poco a Dresda la sua rinomata cappella musicale.
Comunicato stampa n.23: Globus
by direttore on nov.10, 2010, under Globus, Rassegna stampa
C O M U N I C A T O S T A M P A n. 23/2010
GLOBUS è un progetto internazionale promosso dal Conservatorio di musica di Trento, che ne è capofila. E’ progetto intermediale, fatto soprattutto di musica e immagini. Ci si concentra su Balli Plastici di Depero. Le immagini sono proiezioni video, realizzate attraverso digitalizzazione delle figure di Depero, accese di colore e fantasia, come degli scenari, lussureggianti di un’invenzione esuberante. Con queste immagine le musiche dal vivo, quelle storiche, che furono scritte e raccolte per la prima dello spettacolo, balletto con le marionette di Depero, e le musiche di importanti autori quali Casella, Malipiero, Lord Berners, Bartok. Le musiche sono interpretate dal vivo da un’orchestra internazionale, composta da studenti del Conservatorio di Trento e delle istituzioni partner del progetto, che sono i Conservatori di Miskolc, Vigo, Braga, rispettivamente da Ungheria, Spagna, Portogallo. Importante la collaborazione per il video della prestigiosa Carnegie Mellon University di Pittsburgh, che presenta un’importante offerta didattica proprio in lauree interdisciplinari, e un settore di ricerca specifico, per il multimedia. Dal 12 al 23 si tengono laboratori su varie aree di intervento e di studio, funzionali per la realizzazione dello spettacolo musicale con video, che si tiene il 23 novembre all’Auditorium S. Chiara a Trento: al mattino, ore 10.30, per le scuole; alla sera ore 20.30 spettacolo per il pubblico.
Con il 12 novembre prossimo prende il via un progetto internazionale realizzato dal Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, che ne è capofila, in collaborazione con i Conservatori di musica di Vigo in Spagna, Miskolc in Ungheria, Universidade do Minho di Braga in Portogallo, e Carnegie Mellon University di Pittsburgh (U.S.A). E’ un progetto che rientra nel contesto degli Intensive Programme sostenuti dall’agenzia Erasmus. Consiste in una serie di laboratori che insistono su alcune individuate aree di intervento, e si svolgono nel periodo dal 12 novembre al 23 novembre.
Si sviluppano in parallelo e per reciproci incroci lungo alcuni assi fondamentali di intervento. Si tratta delle aree dell’interpretazione musicale, della composizione e analisi, della narrazione video, della narrazione testuale, della progettualità didattica e di animazione musicale sul territorio.
Globus Orchestra Multimedial International Project è il titolo del progetto, che si propone come modello, per un’interazione creativa di diversi linguaggi, rispetto a un centro tematico che polarizza l’interesse delle varie aree di intervento.
Il progetto Globus è pluriennale. Si è avviato l’anno scorso, dedicato a Histoire de Babar di De Brunhoff e Poulenc. Nel 2010 il tema intorno a cui si lavorerà con i laboratori e intorno a cui si volgeranno gli obiettivi di produzione musicale e di spettacolo è costituito dai Balli Plastici di Depero.
Balli Plastici nasce come azione scenica, realizzandosi per le marionette ideate e costruite da Depero, e per le musiche elaborate appositamente da Alfredo Casella, Gianfrancesco Malipiero, Lord Berners (alias di Gerald Hugh Tyrwhitt-Wilson), Béla Bartók. Ha avuto una rappresentazione nel 1918, ma poi è praticamente scomparsa dalle scene, salvo una ripresa che si è avuta nel 1980.
Il progetto del Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento intende realizzare un nuovo allestimento musicale e di spettacolo per l’opera. Lo fa attraverso un’orchestra internazionale, composta da studenti provenienti dalle varie istituzioni partner, che è, appunto, la Globus Orchestra. Essa realizza le musiche dal vivo in uno spettacolo composito, soprattutto nel rapporto tra musica e video.
La musica si lega al linguaggio video, grazie a un lavoro di ricerca e sperimentazione, che per questi aspetti è stato portato avanti, sino ad un avanzato stadio di operatività, dalla Carnegie Mellon University, in particolare dagli Entertainment Technology Center e BXA Interdisciplinary Degree Programs, con il coordinamento artistico di Franco Sciannameo. Carnegie Mellon University presenta, con i BXA, un’importante proposta di didattica specializzata, rivolta all’incrocio delle arti, e di arti e scienza, attraverso specifici programmi formativi.
Le musiche sono state oggetto di un’edizione critica, a cura di Valentina Massetti, a partire dai manoscritti, che si ritrovano presso l’Archivio Casella alla Fondazione Cini a Venezia. Quindi la realizzazione musicale proviene da un tale aggiornato lavoro, che consente di accedere a una produzione musicale collegata a una prospettiva musicologica aggiornata.
L’area della composizione e dell’analisi musicale, con il coordinamento di Nicola Straffelini, docente di Composizione al Bonporti, punterà a evidenziare il senso di questo lavoro critico che è alla base della produzione musicale, nonché a evidenziare i caratteri costitutivi delle musiche, negli aspetti che le espongono al rapporto con il futurismo. Si affrontano le partiture che vengono interpretate, scandagliate negli aspetti di costruzione compositiva, delle scelte di linguaggio, dei rapporti che possono generare con lo sguardo futurista, seguendo anche le tracce peculiari dello stile di ciascun autore. Anche gli aspetti dell’edizione musicale a partire dal manoscritto verranno affrontati in tale ambito.
L’area dell’interpretazione musicale è centrale nel progetto, e punta alla produzione delle musiche e dello spettacolo, attraverso un’orchestra internazionale, composta da studenti provenienti dal Conservatorio di Trento e dalle istituzioni partner. Essa studierà le partiture, in termini molto approfonditi, dal punto di vista tecnico-strumentale, come dell’integrazione orchestrale, e anche per gli aspetti di conoscenza analitica del testo, di conoscenza musicologica di autori e prospettive estetiche. Per quest’area intervengono docenti provenienti dalle istituzioni che collaborano al progetto, per seguire i lavori di allestimento musicale. Direttore dell’Orchestra è Julian Lombana, docente di Esercitazioni orchestrali al Conservatorio di Trento.
Franco Sciannameo, direttore di BXA Degree Programs della Carnegie Mellon University, sarà presente per illustrare il lavoro condotto a livello video, con un’elaborazione digitale per l’allestimento del concerto scenico, che viene realizzata attraverso il repertorio di immagini e figure di Depero. Egli guiderà un workshop intensivo, nelle intere giornate di lunedì 15 e martedì 16 novembre, al Conservatorio Bonporti di Trento (V. S. Maria Maddalena 1). Il workshop si rivolge a studenti dei Conservatori partecipi del progetto, interpreti, compositori, musicisti elettronici e dediti alle tecnologie multimediali. Al pubblico più in generale. Molto anche a quanti si interessando di didattica della musica, anche operatori delle scuole, perché il progetto ha forti leve per l’utilizzo in percorsi didattica per la scuola, soprattutto quella primaria. Così si anima, quindi, l’area della narrazione video.
L’area della didattica musicale porta a considerare alcuni percorsi di didattica e animazione musicale, che possono muovere a partire dal futurismo e in particolare dall’opera di Depero, che richiama a uscire fuori dall’ordinario, verso la dimensione delle libere associazioni, degli accostamenti inattesi o bizzarri. La parola è soprattutto aspetto sonoro; le figure spingono verso storie e narrazioni totalmente libere e aperte. Depero scioglie i confini tra i vari linguaggi. Inoltre le figure di Balli Plastici, così visionarie e divertenti, gli scenari lussureggianti di fantasia, sono splendidi volani per la fantasia dei bambini. In quest’area si elabora anche un percorso didattico per la scuola primaria, che viene realizzato da docenti ed esperti del Bonporti, da studenti del Conservatorio di Trento, da insegnanti di scuola elementare. Possono nascere storie, narrazioni musicali, sonorizzazioni, nell’azione libera e creativa dei bambini.
Importante, pure la dimensione testuale del futurismo, indagata nell’area (narrativo-testuale) che vi è dedicata, dove potrà emergere la creatività poetica di Depero. Qui opportunamente si spinge il lavoro verso le dimensioni dell’improvvisazione vocale, con gruppi di studenti del Conservatorio di Trento, nella guida di Lorenzo Donati, docente di Direzione di Coro al Bonporti, impegnati in un laboratorio di creatività personale e collettiva, coordinata, che viene a generarsi nel rapporto con i testi poetici di Depero, così provocatori verso il senso ordinario, portati a liberare e mettere in risalto la realtà sonora della parola, giocando con tutti gli elementi costitutivi di essa, anche con spirito ironico. In questo caso si propone anche una sperimentazione, che, in alcuni momenti, potrà coinvolgere l’elettronica dal vivo, attraverso interventi di Mauro Graziani (docente di Musica elettronica al Bonporti) e di studenti musicisti elettronici del Conservatorio di Trento.
I contributi delle varie aree hanno valore formativo, per gli studenti coinvolti, ma insieme spingono verso una sintesi, che si ritrova nell’esito di spettacolo.
Lo spettacolo che viene realizzato con il progetto, a conclusione dell’impegno condotto nei laboratori, prevede due uscite, martedì 23 novembre, all’Auditorium S. Chiara a Trento. Al mattino, alle ore 10.30, per il pubblico delle scuole della provincia di Trento; alla sera per il largo pubblico dello spettacolo, alle ore 20.30. Nello spettacolo serale un dittico: una prima parte con le improvvisazioni vocali su testi di Depero, con elettronica dal vivo; e una seconda parte con i Balli Plastici di Depero, proiezioni video e musiche dal vivo realizzate dalla Globus Orchestra Multimedial International Project.



